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Il prof. è mobile PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 18 Aprile 2010 15:59

Il prof. e' mobile
Agosto 1988

Dopo aver buttato in pasto all'opinione pubblica l'opulento quanto immediato aumento di ben MEZZO MILIONE allo stipendio degli insegnanti, il telegiornale nazionale di qualche tempo fa parla di mobilità degli statali. La geniale trovata del ns caro Ministro Pomicino si sintetizza così: Adesso che i professori circolano tutti in Rolls Royce, possono anche spostarsi da un posto all'altro con disinvoltura.
In poche parole; dopo la laurea, esami di stato, concorsi e cattedra, mesi di anticamera su e giù per le scale del provveditorato, anni di supplenze, autobus, treni, anni di tirocinio, corsi di formazione e di aggiornamento (prende
te fiato)l si è bell'e pronti per fare il bibliotecario, il centralinista o il capostazione.
Lasciamo perdere la sbiadita immagine del "vecchio professore" della canzone di de Andrè (scusate la citazione non proprio da prof.) che, pur non avendo mai goduto fama di benestante, con i suoi vestiti rivoltati, gli occhialini sul naso, la bacchetta ed i libri polverosi, aveva comunque la veste, se non la dignità, di baluardo culturale, di educatore o almeno il "PROF." sulla targhetta della porta di casa.
L'unica mobilità di cui si potrebbe parlare, a proposito degli insegnanti, è quella del mestiere di saltatore.
Già, perché in questo campo, gli insegnanti sono davvero esperti! Volete qualche esempio? Ebbene: Il salto dei pasti, i salti mortali per fare quadrare il bilancio mensile (alla luce di cotanta nuova ricchezza) il salto dei pagamenti e la specialità (tra poco olimpica) del salto in basso! Nella considerazione della gente e nel tenore di vita.
Vista la piega fin troppo faziosa di queste righe, non chiarirò a quanto ammontano le reali nuove ricchezze che, a danno della comunità lo Stato ci ha elargito (bontà loro), ma vi basterà chiederlo a qualche amico insegnante, se non morde!
Qualche anno fa, ad un controllo della polstrada, trovatomi senza patente, l'agente notò però la mia professione scritta sulla carta d'identità e, con fare tra l'indulgente e il pietosomi chiese: Lei è insegnante? - Quasi fosse una colpa risposi di si! Mi congedò con una strizzata d'occhio ed una pacca sulla spalla dicendo: Vada vada, sennò fa ritardo!
Morale della favola: "Se allora facevamo piètà", tra un po' come "saltimbanchi" che fanno aumentare le tasse dovremo nasconderci per campare al linciaggio.
Chi l'avrebbe mai detto che con un nome così (Cirino Pomicino) che ricorda pubertà fiabesche, si potesse congeniare una così allegra danza Nazionale (isole comprese).
Il "Ballo della poltrona" già tanto in voga a Montecitorio è quindi sconfinato tra i comuni mortali!

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Aprile 2010 16:07